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Giorgio Distefano alla Mostra Internazionale “Who can give us Peace”

il pittore Giorgio Distefano

Si è conclusa lo scorso 5 Aprile 2015 la Mostra Internazionale delle opere degli Artisti per la Pace  “Who can give us Peace”  - in commemorazione del 70° Anniversario della fine della II Guerra Mondiale - tenutasi nello spazio Yehudi Menuhin, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles - Belgio. L’esposizione, promossa da Silk Road Peace Award Foundation, dal Beijing Peace Tour Cultural Exchange Center, dall’International Union of Artists for Peace, sponsorizzata dalla Mission of the People’s Republic of China to the European Union, dalla China International Culture Association e dal Parlamento Europeo, ha avuto il supporto di Bela Kovacs (NI), membro del Parlamento Europeo e dell’Ambasciatore Yang Yanyi, a capo della Missione presso l’Unione Europea. La mostra ha visto la partecipazione delle Autorità parlamentari, degli Ambasciatori e di tutti gli Artisti per la Pace fondatori del gruppo; in seguito a selezione da parte di un comitato istituito per l’occasione, le mie opere, insieme a quelle di nuovi  artisti provenienti da tutto il mondo,  sono state scelte per l’aderenza al tema della manifestazione e per rappresentare l’Italia.
 “Avere preso parte  a questa importante manifestazione, ha commentato il nostro Giorgio Distefano, è per me motivo di orgoglio e responsabilità, ancor più per l’opportunità di presentare due opere che rappresentano la città di Firenze, scelta da me come luogo di vita e operatività nell’arte oramai da più di vent’anni, e di avere quindi contribuito con questo gesto personale a divulgarne l’indiscutibile Bellezza”. I due dipinti in questione sono legati dalla presenza simbolica dei Ponti, nelle città come in senso metaforico per gli scambi umani e artistici. Uno di essi rappresenta il bombardamento della città da parte dei tedeschi nel 1944, in seguito al quale furono distrutti molti quartieri del centro storico e soprattutto i Ponti sull’Arno e l’altro è una veduta di Firenze, in particolare di Ponte Santa Trinità, nella luce di una ritrovata Bellezza.  Le due vedute sono animate dalla presenza rispettivamente delle sculture dell’Inverno e della Primavera, facenti parte del suddetto Ponte e ripescate in Arno in seguito ai bombardamenti,  a rappresentare il ciclo di un cambiamento che volge al Bene, alla ricostruzione dopo la sciagura dettata dall’ignoranza e dall’odio,  e vogliono essere un monito in un momento così difficile, in cui il terrorismo internazionale sfoga la sua violenza sull’uomo e sul Patrimonio storico-artistico con la chiara intenzione di distruggerne la Memoria.